Turismo, il futuro punta all’Est Europa

Avete mai pensato di organizzare un nuovo viaggio in Est Europa? Forse si, o forse no. Quel che conta, in ambito internazionale e macro, è però che molti dei vostri “colleghi” viaggiatori hanno già compiuto un bel viaggio nell’Europa orientale, e molti altri lo stanno per fare. Ma dove?

Un esempio è ben portato dalla Bulgaria, che ha aderito all’UE nel 2007. Probabilmente il Paese non riuscirà mai classificarsi come Francia o Cina o Stati Uniti in termini di destinazione di viaggio. Tuttavia, è diventato un portavoce di quella che potrebbe essere definita come la parte più calda della “Nuova Europa” in termini di viaggi.

Nel periodo compreso tra il 2005 e il 2015, gli arrivi turistici in Europa sono passati da 452 milioni di unità a 605 milioni di unità, con un incremento del 33,6% (secondo quanto affermano gli ultimi dati dell’OMC). Osservando le statistiche dei singoli Paesi, non ci vuole poi tanto per notare che gran parte di questo picco è concentrato nell’Europa balcanica, dalla Bulgaria (dove le montagne si fiondano nel Mar Nero) ai Paesi dell’ex Jugoslavia (Slovenia, Serbia, Croazia, Bosnia e Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Albania e Macedonia).

Il boom del turismo bulgaro in questi dieci anni (+ 46,8%) ha raddoppiato il trend riscontrato nel Regno Unito e ha quadruplicato quello della Francia. E le altre nazioni balcaniche stanno salendo ancora più velocemente. La Croazia è cresciuta del 63,8%, la Slovenia del 74,8%, la Macedonia del 147%, la Bosnia-Erzegovina del 212% e l’Albania di un mostruoso 502%.

Peraltro, la crescita del turismo ha creato quasi mezzo milione di posti di lavoro e nel 2027 il numero – secondo le previsioni economiche del WTTC – dovrebbe aumentare del 20 percento. Proprio la Bulgaria vedrà aumentare i posti di lavoro in misura più consistente all’interno della sua macro regione, con il 51 per cento in più creato (circa il triplo del tasso della Gran Bretagna o della Germania).

Insomma, il futuro del turismo europeo guarda con sempre maggiore consistente alla parte orientale del vecchio Continente, probabilmente in grado di rappresentare un’offerta diversificata e di qualità apprezzabile, a condizioni economiche di competitività. E voi che ne pensate?

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