Viaggi della paura? Un nuovo business che fa discutere…

IRAQIn Italia sono fortunatamente poco gettonati, ma dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, i viaggi della paura sembrano godere di una buona fortuna: si tratta di “vacanze” (il virgolettato è d’obbligo) da effettuarsi in tutti quei Paesi considerati a rischio dal proprio governo o, più semplicemente, dalle raccomandazioni di amici e di associazioni di riferimento. Un viaggio in alcune delle zone più pericolose del pianeta, da riservarsi ai viaggiatori maggiormente amanti del rischio che, stando a leggere i numeri, sono oggi una nicchia in continua crescita.

Lo sanno bene, d’altronde, dalle parti di Hinterland Travel, un tour operator che è specializzato nell’organizzare viaggi piuttosto pericolosi, e che recentemente è salito agli onori della cronaca per aver subito l’attacco, in Afghanistan, a un convoglio di suoi clienti.

I due minibus di turisti attaccati avevano da poco visitato le famose statue di Buddha che anni or sono sono state abbattute dai talebani, quando hanno subito l’aggressione da parte di un gruppo di guerriglieri, i quali hanno dato alle fiamme i bus. Nonostante questo incidente, che ha generato il ferimento dei propri clienti, Hinterland Travel ha comunque in programma, già per il mese di ottobre, un altro viaggio da brivido in Afghanistan e, per il prossimo anno, sta organizzando vacanze in luoghi piuttosto off limits come l’Iraq, da Baghdad a Basora e lungo il Tigri e l’Eufrate. Esattamente dove, oggi, sono in corso raid aerei e incursioni via terra contro lo Stato islamico.

Altro operatore in fase di crescita è l’inglese Untamed Borders, che propone pacchetti per trekking con guida in Tagikistan e in altre zone dell’Afghanistan, oltre a dedicare parte della propria attenzione alla Cecenia e al Daghestan russo. Tra gli altri viaggi, anche le vacanze balneari sulle spiagge somale di Mogadiscio, o ancora le settimane bianche nel Kurdistan iracheno e le scalate delle vette dell’Afghanistan.

E che dire di Lupine Travel? Nato nel 2007 e in continua espansione, propone viaggi in Liberia, in Sierra Leone, nel Corno d’Africa e in Kosovo. Quanto basta per poter trascorrere delle ferie da brivido nei posti più pericolosi del mondo. Ma per quale motivo? Voi che ne pensate? Come giudicate questo turismo della paura?

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